Gli avvenimenti quotidiani sul piano nazionale e mondiale sono divenuti talmente fitti ed incalzanti che non si fa in tempo a trovare la chiave di lettura dell’ultimo accadimento che già si è costretti a volgere la propria attenzione alla ennesima eclatante novità che i vari organi di dis-informazione si apprestano a diffondere. Pensare al futuro è divenuta quasi una frase senza senso; chiedersi cosa potrà avvenire tra un anno o dieci anni equivale a dare i numeri al lotto, vista la impossibilità di prevedere qualunque sviluppo degli eventi, anche a breve termine.Incertezza, instabilità, timori diffusi e sfiducia generalizzata verso i governanti di ogni angolo dell’Occidente “democratico” condizionano fortemente la capacità della gente di guardare al domani.
Sono passati circa 2 anni dalle prime avvisaglie della crisi finanziaria e socio-economica, che sarebbe poi scoppiata pienamente nell’autunno del 2008, e siamo ancora qui a soffrire per le conseguenze.
Il presidente americano Barack Obama ed i suoi compagni di merenda europei si sono vantati di aver superato l’emergenza versando centinaia di miliardi di dollari nelle casse delle grandi banche che stavano per fallire a causa delle proprie avide attività di speculazione finanziaria.
Anziché abbattere il mostro o almeno mettergli una museruola, si è preferito buttare in gabbia altri quarti di carne sanguinante. ...
Le banche come hanno poi ripagato i governi per tanta insperata generosità? Hanno appianato le enormi perdite ed hanno continuato ad erogare premi stellari agli stessi manager che avevano contribuito a causare i crack e che erano rimasti liberi come se nulla fosse successo, invece si essere sbattuti in galera come meritavano.
Ma la cosa ancora più grave è che quel mare di denaro viene ancora utilizzato per continuare nelle medesime attività di speculazione finanziaria, quando ancora tutto il mondo continua a risentire della crisi e della recessione.
Dopo l’ultima criminale aggressione alla Grecia, non potendo ignorare a lungo l’evidenza, qualche coraggioso “edicolante” o “giornalaio” o “politicante” di regime o qualche altro valido esponente della cricca del “bene assoluto” hanno voluto trasgredire la consuetudine, facendo timidi accenni sottovoce a fantomatici speculatori in azione nel mondo della finanza.
Ma chi siano questi ultimi, a quale nome o nomignolo rispondano, non è dato sapere. Potremmo allora definirli:” gli speculatori mascherati”, un po’ come i Cavalieri dell’Apocalisse.
Come questi fantomatici figuri siano poi da combattere e da fermare affinchè non abbiano più a nuocere a milioni di persone, beh questa è e resta cosa inaudita, il coraggio si è fermato qui.
I tre cavalieri dell’apocalisse sono esattamente le tre agenzie americane (manco a dirlo…) di rating internazionale: Moody’s, Standard & Poor’s, Fitch, le stesse che, fino a poco prima che crollasse, avevano attribuito altissimi indici di affidabilità alla banca d’affari Lehman Brothers.
Nulla di strano se si pensa che i proprietari azionisti delle su citate agenzie altri non sono che le stesse banche d’affari alle quali, nello stesso tempo, prestano i loro servizi e ne valutano l’affidablità. Insomma l’apoteosi dei conflitti di interesse e della inaffidabilità.
Ma Moody’s e compagni sono in realtà il braccio armato degli speculatori.
Come agiscano lo abbiamo visto chiaramente le scorse settimane quando la Grecia è stata posta sotto attacco speculativo; Moody’s, abbassando il rating ellenico, cioè il grado di affidabilità circa la capacità di solvenza sui titoli di stato, ha innescato, come un cerino acceso sulla benzina, una prevedibile e prevista escalation, fino a quando i titoli di stato biennali greci non sono arrivati a dover rendere il 20% di interessi alla scadenza.
Per comprendere meglio come questa azione di attacco sia stata concertata a tutti i livelli, tutti d’accordo, basta riflettere sul comportamento della Germania, la quale, fino al giorno prima che il rendimento dei titoli greci raggiungessero la quota suddetta, si era detta contrarissima a finanziare il governo ellenico, per poi, il giorno dopo dirsi assolutamente disponibile per un prestito pluri miliardario.
Il tutto alla faccia del popolo greco, ora condannato a maggiori sofferenze per chissà quanti anni o decenni.
Ma naturalmente, per la cronaca pro-idioti, questo immenso disastro sarebbe ufficialmente da imputare al cattivo stato dei conti pubblici, caratteristica comune anche ad altri Paesi della UE, come il Portogallo, la Spagna, l’Irlanda ed anche se in minor rilevanza, l’Italia.
Cosa questa subito sancita da Moody’s, la quale ha cominciato immediatamente ad esprimere giudizi di allerta su questi stati, Italia compresa; è infatti bastata la diffusione di una valutazione poco positiva sull’Italia che, nel breve volgere di un giorno, la nostra Borsa ha perso oltre il 5%, con i titoli bancari precipitati fino al -13%.
Una piccola frase è stata sufficiente a seminare il panico: una prova generale probabilmente di quello che sarà uno dei prossimi attacchi della cricca degli speculatori. Un’altra frase di Moody’s il giorno dopo, a parziale rettifica di quanto detto il giorno prima, è bastata a far rientrare subito il caso “Italia”.
Per ora si sono fermati, complice probabilmente l’impegno italiano per istituire un fondo europeo del valore di centinaia di miliardi di euro, utile nell’evenienza che si presentino altri casi “Grecia”.
In ogni caso lo strapotere incontrastato della cricca giudaico-massonica ha sortito gli effetti voluti: nel giro di qualche giorno la UE, con una enfasi ed un sensazionalismo grottesco, simile al sorriso forzato, davanti all’arbitro che lo conta, di un pugile andato ko, ha dichiarato di aver trovato l’accordo per l’istituzione del “Piano europeo”, con la preparazione di un super fondo di ben 750 miliardi di euro.
Nessun “giornalaio”, né televisivo né della carta stampata, nessun “Vespa”, nessun “Santoro” ha avuto lo stramaledetto coraggio di denunciare la evidentissima porcata messa in atto: da oggi non solo la cricca degli speculatori è libera di operare come ha sempre fatto, in modo indisturbato, ma da oggi potrà contare anche sul fatto che i guadagni miliardari delle speculazioni saranno garantiti da un apposito fondo, messo a disposizione dalle stesse vittime e dal Fondo Monetario Internazionale.
Per meglio comprendere la gravità della misura attuata dalla UE, si potrebbe dire che sarebbe come se il fenomeno criminale dell’usura, tanto diffuso e grave in Italia, venisse incentivato dallo Stato con dei finanziamenti destinati alle vittime degli usurai, affinchè possano pagare gli altissimi interessi imposti dagli strozzini, lasciati indisturbati ed impuniti.
Complimenti quindi ai nostri leader e soprattutto a Berlusconi che si è tanto vantato di essere stato determinante ai fini della riuscita di questa grandiosa iniziativa.
Si sostiene che da oggi in poi, nessuno stato UE correrà più il rischio di fallire, dichiarandosi insolvente verso i pagamenti di titoli e obbligazioni, dato che l’Unione interverrebbe con un adeguato pronto soccorso finanziario.
Ma tutto ciò è esattamente quanto fa maggiormente piacere agli speculatori, dal momento che, come tutti i parassiti che si rispettano, non troverebbero mai giovamento dalla morte dell’organismo ospitante, quanto piuttosto dal suo mantenimento in vita il più a lungo possibile.
Il potere politico si è dimostrato, una volta di più, completamente al servizio del potere finanziario e massonico mondiale, quando non assolutamente correo.
Dei governanti che rappresentino veramente il popolo e le sue istanze di sicurezza, benessere e protezione, non avrebbero esitato a mettere in atto l’unica azione logica: porre limiti ristrettissimi all’attività finanziaria delle grandi banche d’affari, vietando tutti i prodotti ad elevato carattere speculativo e mettere fuori legge tutti i soggetti coinvolti negli ultimi attacchi speculativi all’Europa, dopo averne confiscato i patrimoni stramiliardari. Questo tanto per cominciare.
Ma così non è stato e mai sarà fino a quando questo sistema criminale resterà in piedi.
Questa riflessione rimarrebbe senza senso se non si prendesse finalmente atto delle evidenti conseguenze.
La prima fondamentale deduzione, come già accennato, è che la politica, a livello mondiale, è evidentemente soggiogata, se non anche posta sotto ricatto, dai poteri forti e dalle lobbie finanziarie. Ne consegue che ciò che risulta assolutamente inutile ed impotente oggigiorno è proprio la politica ad ogni livello e grado, e nessun leader al mondo, se anche volesse, avrebbe il potere necessario per opporsi a questo status.
E’ il pieno fallimento dell’intero sistema socio-economico dell’occidente, basato sulla demo-plutocrazia, da sempre spacciato per “sistema democratico”.
Se ora proviamo a volgere il pensiero al futuro, ad un futuro migliore basato sul motto latino “Salus populi suprema lex esto( Il bene del popolo è la suprema legge)”, allora è necessario che i popoli conducano una vera e propria guerra di liberazione per tornare ad essere ognuno artefice del proprio destino, liberi da sfruttatori e da tiranni.
Ma non è questa una strada percorribile con la politica tradizionale e dai leader tradizionali, come abbiamo già desunto.
Ancora una volta ci sarà bisogno di un “uomo della Provvidenza”, un uomo del popolo, capace di attrarre a sé il consenso della gente e di essere disposto a sacrificare sé stesso per condurre una lotta che, inevitabilmente, sarebbe contro tutto e contro tutti i detentori del potere ma sostenuta dal seguito sincero e incondizionato di milioni di persone.
Un rivoluzionario ed anche uno spirito guerriero, un uomo capace di riprendere una strada già percorsa nel passato ma lasciata a metà; i nemici da affrontare sono oggi mille volte più forti e irriducibili di ieri, mille volte più determinati a non abbandonare le posizioni di dominio e di controllo su cui si sono arroccati.
Forse noi non vedremo mai un uomo simile, forse – ce lo auguriamo - toccherà ai nostri figli o nipoti decidere se morire da schiavi o lottare fino in fondo ma per loro sarà un grande privilegio conoscere e seguire il Duce che verrà.





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