Il sito si è trasferito. Attendere il reindirizzamento, per favore (se non parte premere qui ) >

Benvenuti nel blog della Vera Eresia

                                                                                 

Dio - Patria - Famiglia

Avviso

AVVISO IMPORTANTE PER TUTTI I VISITATORI: E' GIA' ATTIVO IL NUOVO BLOG AL SEGUENTE INDIRIZZO www.avehesperia.it/blog. NEL GIRO DI QUALCHE SETTIMANA IL VECCHIO BLOG (QUESTO) VERRA' DISATTIVATO MA NEL FRATTEMPO COESISTERANNO. E' IN FASE DI COSTRUZIONE ANCHE IL NUOVO SITO DI AVE HESPERIA AL SEGUENTE INDIRIZZO www.avehesperia.it. SPERO CHE QUESTO DOPPIO SVILUPPO POSSA ESSERE DI VOSTRO GRADIMENTO, CI VEDIAMO NEI NUOVI SITI. Lictor



Scrivi qui i tuoi messaggi


Spazio discussioni e messaggi privati

Guestbook


______________________________________________

Spazio informazione




Ultime notizie
____________________________________________________




IN PRIMO PIANO


vieni a leggere e scrivi sul forum de -Il Popolo d'Italia-

Forum de -Il Popolo d'Italia-

Le date del fascismo...Accadde oggi


A p o l o g i a i l l u s t r e

A p o l o g i a d i p o p o l o



Gravi ingiustizie sono all'ordine del giorno ed è impossibile, nel corso del tempo, conservarne la coscienza e la memoria. In questo spazio mi propongo di archiviare tutte le notizie che riportano i crimini compiuti dal nostro sistema democratico, garantista e liberale a danno della gente onesta e a tutto favore di assassini e delinquenti di ogni risma. Così, tanto per riflettere...
-Storie di ordinaria ingiustizia nel "favoloso" sistema demo-liberale-
______________________________________________

lunedì 26 aprile 2010

In attesa che ritorni la libertà

Mentre mezza Italia si chiede se Gianfranco Fini sia un traditore, dato che l’altra metà si è già posta tempo fa la stessa domanda, trovando ancora una volta la medesima risposta, oggi 25 Aprile l’antifascismo festeggia stancamente il giorno in cui si celebrano comulativamente tutti i tradimenti subiti dalla Patria a partire dal 25 Luglio 1943.

Ma questo giorno viene chiamato “festa della liberazione”. Da chi o da cosa, poi, è ben noto: dal nazi-fascismo, forse perché dal solo il fascismo sarebbe un po’ troppo poco. Ma a distanza di 65 anni, cosa ci sia ancora da festeggiare, anche per il più accanito antifascista, è cosa assolutamente difficile da comprendere.

Il concetto stesso di “liberazione” applicato a quegli avvenimenti bellici è molto discutibile, dato che al presunto invasore tedesco (nostro alleato) si è sostituito l’invasore anglo-americano, dal quale l’Italia ha subito una resa incondizionata e con tutti i disonori possibili, a cui è seguita una dominazione politico-militare che dura ancora oggi.

I rituali discorsi retorici pronunciati dal capo dello Stato, dal Presidente del Consiglio e, via via, dalle varie cariche istituzionali fino a tutti coloro che non hanno potuto fare a meno di starsene zitti in pubblica piazza, è stato posto l’accento sulla famigerata libertà ritrovata dopo quella fatidica data. E’ bene allora, che questi signori dalla favella facile ci facciano un resoconto approfondito di come e di quanto sia cresciuta la libertà in questi ultimi 65 anni, che ci diano dimostrazione, fatti alla mano, di quanto gli italiani di oggi siano liberi. Del loro ciarlare per inerzia, dando insensatamente fiato a bocche abituate ad esprimere porcate di ogni genere, senza mai preoccuparsi che il cervello, ma soprattutto l’anima, siano collegati, ne abbiamo strapiene le tasche.

Che qualcuno, per favore, ci dica in cosa consista questa libertà ritrovata. Nell’attesa che qualcuno tra gli illustri tromboni trovi il coraggio di farlo, proverei umilmente a dare io un aiutino, solo qualche piccolo suggerimento.

Comincerei con la libertà di espressione del giornalismo e di tutti gli organi di informazione, ormai giunta a vette mai toccate prima d’ora; è vero che il giornalismo d’inchiesta non esiste quasi più e che a nessuno importi un fico secco di mettersi ad indagare su fatti e questioni di enorme importanza per la consapevolezza della gente, però è incontestabile che nel produrre gossip, il giornalismo italiano sia oramai all’avanguardia; basta guardare i tg per constatare che dopo dieci minuti iniziali di notizie semiserie, date in modo da non fare torto a nessuno, arrivino finalmente gli ultimi 20 minuti che ci tengono al corrente, con nel mezzo una bella ricetta culinaria, di tutti i cavoli che riguardano i vip, passando anche per qualche passerella di moda, perché no.

Da non dimenticare la tanto celebrata libertà di voto. Come potremmo fare senza? Poter scegliere il partito che di ogni interesse si farà promotore, tranne di quello degli elettori, è impagabile.

Vi è poi la grande libertà personale di cui tutti noi godiamo. Poter uscire di casa per un viaggio o una passeggiata o per andare allo stadio, senza essere certo di poter ritornare indenne alla propria famiglia, perché aggredito o investito o accoltellato da qualche criminale tanto recidivo quanto libero di cercare altre vittime, questa si che è libertà.

Poi c’è la grande libertà di lavorare e di intraprendere, che pone l’Italia al livello di nazione da terzo mondo. La libertà di pagare il pizzo alla mafia, di cedere l’appalto alla ditta del boss della città, di essere vessato da una burocrazia di Stato umiliante, di poter godere di un sistema giudiziario praticamente immobile e di dover fare i conti con corrotti e criminali di ogni risma.

Dove mettere poi la libertà di cura? Possiamo contare sulla grande libertà che deriva da un sistema sanitario efficientissimo nel procurare errori medici spesso irreversibili o attese di mesi, se non di anni, per poter effettuare visite o esami clinici nelle strutture pubbliche.

Poi ancora, la libertà economica e finanziaria, stretti tra le grinfie delle banche usuraie e di un fisco criminale; la libertà di poter godere di un ambiente sano e a misura d’uomo, immersi come siamo in un inquinamento totale che va dal sottosuolo all’aria che respiriamo. Ma qualunque altra libertà che ci venga in mente è una libertà che in realtà ci è stata negata, proprio a partire dal 25 Aprile 1945.

Solo una cosa sembra chiara: Il giorno della Liberazione e della Libertà deve ancora arrivare.

0 commenti:

Post correlati