A Roma, Milano, Napoli, Bologna, Firenze, Bari, Reggio Calabria, Palermo, ecc., tutta l’Italia è percorsa da inchieste giudiziarie che ci parlano di corruzione, concussione, tangenti, mafia, mega evasioni fiscali e quant’altro. Politici, imprenditori, magistrati, mafiosi e affaristi vari, insomma tutto il fior fiore della italica “classe dirigente”, vengono quotidianamente sorpresi a sbranare quel poco che ancora resta in piedi della nostra Italia. Ragionevolmente ciò che si scopre è solo la punta di un iceberg le cui dimensioni nessuno riesce ad immaginare e che molti vorrebbero evitare di portare alla luce.E intanto il conflitto tra le istituzioni dello Stato, da una parte la magistratura e dall'altra il governo e il maggiore partito, è arrivato al parossismo.
Si è creduto a lungo che dopo la “tangentopoli” di quasi vent’anni fa, con le gesta del Di Pietro prima magistrato e poi politico opportunista, si sarebbe tornati ad un livello più alto di moralità ma così non è stato, anzi i fenomeni corruttivi sono divenuti una prassi consolidata ed il sodalizio politico-mafioso-affaristico una realtà diffusa. Il risultato è che oggi l’Italia è ai primi posti al mondo per la corruzione, al pari delle più disgraziate nazioni africane o sudamericane, dove per un funzionario statale, farsi corrompere con una piccola somma di denaro, può significare sottrarre la propria famiglia agli stenti della miseria, almeno per un po'. In Italia lo si fa per altri motivi, lo si fa per sete di potere e di denaro. Soprattutto lo si fa per egoismo e disprezzo verso Dio, verso la Patria e perfino verso la propria famiglia.
Come si sia potuto giungere a tanto, è ora di poca importanza. Ciò che è assolutamente prioritario per il nostro bene è che tutto questo finisca il prima possibile.
Il prossimo 28-29 Marzo si voterà per le amministrative, come se niente fosse. Come se niente fosse verranno a chiederci di votare, di “esprimerci democraticamente”, di rinnovare per l’ennesima volta la licenza di fare di noi ciò che vogliono....
E’ ora ormai di renderci conto che chi si recherà al voto sarà a tutti gli effetti complice di questa casta criminale.
Quando, tra pochi anni, i nostri figli ci chiameranno alla sbarra degli imputati, qualche novello “giudice Di Pietro” ci ricorderà -a piena ragione- che non potevamo non sapere e che non abbiamo fatto nulla per fermarli. Sarà per tutti noi una condanna senza appello. Finchè siamo in tempo, dobbiamo evitare che arrivi quel giorno.
Un tempo non molto lontano, fino a meno di 100 anni fa, il popolo oppresso da governanti corrotti e prepotenti faceva la rivoluzione per liberarsi di loro e cambiare sistema. Ma oggi i vincoli che tengono legati i cittadini al sistema sono troppi. Quasi tutti abbiamo un conticino in banca, molti hanno una attività lavorativa che sta in piedi se regge il sistema, qualcuno ha investimenti nella borsa azionaria, insomma quasi tutti noi abbiamo validi motivi per non desiderare una rivoluzione vera, per non perdere quel poco che abbiamo.
Oltretutto la ribellione violenta non è una opzione che il popolo può prendere in considerazione per risolvere questo genere di problema, non solo perché ogni persona assennata si suppone che rifiuti la violenza come metodo di lotta ma perché nessuno è in grado di prevederne tutte le conseguenze. Lasciamo che la violenza resti appannaggio di chi l'ha sempre utilizzata per imporsi, magari attribuendola ai propri nemici, e che ancora tenta di farne uso alla prima occasione buona. Mi riferisco agli anarchici bombaroli e a certe frange della sinistra estrema.
Noi invece abbiamo bisogno di risolvere il problema della criminalità politica e partitica con metodo democratico.
Mi viene in mente che a volte capita di leggere su qualche muro delle nostre città una frase scritta con lo spray e che reputo sacrosanta: “Il Popolo non vota, lotta!”. Rifletteteci, non esiste un pensiero più democratico di questo.
E’ giunto il momento che il popolo lotti per liberarsi degli oppressori. Per far questo deve fare la scelta più democraticamente alta che le resta: rifiutarsi di votare! Questa si che sarebbe una scelta finalmente democratica e libera.
Abbiamo passato decenni a sentirci ripetere che siamo in democrazia, come se fosse il migliore dei mondi possibile, e che la criminalità delle caste, come la mafia e i terremoti, è una specie di inevitabile effetto collaterale da sopportare.
Votare è un diritto ed un dovere, ce lo ricordano sempre, tanto per scoraggiare i dubbiosi. Però non è un obbligo, questo è certo.
Nuove elezioni sono ora imminenti, l’occasione è quella buona, facciamo sentire che il popolo non ne può più, questa volta asteniamoci tutti!
Quando nei prossimi giorni qualcuno sarà anche così sfacciato da venire a bussare alla nostra porta per chiederci il voto, sputiamogli pure in faccia; se in cambio del voto ci prometteranno il posto di lavoro per nostro figlio, abbiamo il coraggio di farla noi una promessa: che saranno loro a perdere la poltroncina in pelle umana tanto agognata e che i nostri figli potranno lavorare liberamente non appena ci saremo sbarazzati (democraticamente) della loro presenza.
Ve la immaginate la faccia di tutti quei tromboni parassiti qualora dovessero ritrovarsi senza schede nelle urne, eccetto quelle di qualche parente e amico stretto?
Un brivido freddo ghiaccerebbe loro la schiena, accompagnato da un brutto presentimento: “Mio Dio…la cuccagna è finita!”





4 commenti:
Il miglior voto possibile:
IL NON VOTO
lictor,
aggiungo il tuo link al mio nuovo blog
a noi
blackwolf
Grazie blackwolf, ti invito anche a votare il manifesto "VAFFANCULO! IO NON VOTO!!!".
Ti ringrazio anche per il link sul tuo blog, ricambierò la cortesia.
Questa italia infangata da questi approfittatori di una becera democrazia specchietto per le allodole per far prosperare sistemi mafiosi, massonici e sionisti lo abbatteremo solo esculsivamente con un'attenta formazione affinchè la mente diventi pensante e non una spugna imbevuta di menzogne. Bisogna che si creino prima gli uomini con la propensione alla verità e in ultimo elettori capaci di scegliere...Io voglio essere una mente pensante!!!!
A noi!!!
Sarebbe opportuno che ognuno curasse la propria mente, come cura qualunque proprio interesse. Curare la mente e pensare autonomamente costa fatica e sacrifici perchè ci costringe ad abbandonare ciò che gli psicologi chiamano "zona di comfort", dove risiedono le nostre certezze (vere o false che siano), le abitudini e la "pagnotta" quotidiana soprattutto.
Conosco molte persone che preferiscono di gran lunga evitare di sapere le cose e scoprire la verità, mentre altre evitano anche di porsi la minima domanda perfino sulle questioni di grandissima importanza, piuttosto che mettere in discussione ciò che ancora regge nella loro vita. La cosa grottesca è che fra costoro vi sono quelli che più di altri si lamentano della minima cosa, senza andare oltre.
Tant'è che ormai ho preso l'abitudine, quando sento qualcuno che si lamenta della politica e dei mali che ci attanagliano, di chiedere se all'ultima elezione hanno votato o se voteranno alla prossima e, in caso di risposta affermativa, rispondo di starsene zitti e di non rompere i co.....ì!
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